Esempi di combattimento contro l’accidia

Trarre spunto da esempi concreti per sopravvivere all’accidia

Sai già di essere assalito dal demone dell’accidia e hai già accertato che non si tratta di un un caso di depressione, ovvero di un disturbo dell’umore che si può affrontare con comuni strumenti psicologici e medici.

Ti sei magari confrontato con una una guida spirituale. e hai concluso che il caso ha più a che fare con una pigrizia durevole di sottofondo che assomiglia a:

  • torpore e svogliatezza nei confronti della vita
  • inerzia e pigrizia nel compiere normali azioni
  • apatia e indifferenza

Questa stato può connotarsi anche da un sottofondo emotivo di tristezza?

In questo breve articolo fornirò alcuni semplici consigli, cercando di essere quanto più chiaro e sintetico possibile. Sono interessato a trasferire l’idea e non a scrivere un trattato su tutte le possibili strategie che potrebbe fornirti uno psicologo o una guida spirituale. Spero sia di tuo gradimento. Se hai suggerimenti o gradisci lasciare un feedback ti chiedo la cortesia di commentare in fondo all’articolo.

Contenuto

L’accidia è un vizio capitale secondo la tradizione cristiana

Cosa significa che l’accidia è un vizio capitale? Significa che è una tendenza viziosa in conseguenza del peccato originale.

Qual’è le’effetto pratico di una tendenza viziosa? L’effetto dell’accidia, così come di altre tendenze viziose consiste nell’essere un ostacolo al cammino di salvezza a cui ogni cristiano e chiamato.

Ecco perché l’accidia va combattuta: perché ci allontana dalla salvezza portandoci a modalità di vita distanti dalla strada che conduce a Dio.

Da dove deriva la parola accedia

Accedia deriva dal greco kedia e dal verbo kedomai. Significano “prendersi cura di“.

Accedia significa “non prendersi cura di” ovvero trascurare, trascurarsi. Oppure anche essere negligenti.

Contro chi combattere se vuoi combattere l’accidia?

Se intendi combattere l’accidia avrai bisogno di cercare degli obiettivi chiari e contestuali.

Trascurarsi è un pò troppo generico ed è difficile capire esattamente cosa significa, perchè può significare molte cose. Proverò qui sotto a fare un elenco di possibili comportamenti di chi è caduto vittima del vizio capitale dell’accidia:

  • torpore
  • indolenza
  • svogliatezza nei confronti della vita, anche malavoglia
  • inerzia
  • grossolanità
  • pigrizia nel compiere normali azioni
  • apatia e indifferenza
  • volgarità
  • tristezza (umore costantemente basso)
  • ristrettezza e rigidità di vedute (qui entra in campo la nevrosi)
  • durezza di cuore e meschinità

Combattere l’accidia significa combattere questi atteggiamenti.

Ovviamente è una cosa difficile perché il punto di partenza è di una persona svogliata che non ha voglia di combattere proprio un bel niente.

La volontà e l’accidia

L’accidia pone in scacco la volontà dell’uomo e non ne lascia che poco, forse una dose di volontà insufficiente a svoltare, anche ad intraprendere un cambiamento.

L’accidioso a volte si fa prendere dalle buone speranze, ma mancando di volontà non riesci mai a finalizzare niente perché anche quando prova a cambiare tende a girare a vuoto, a non essere costante, a tergiversare, a trovare pretesti.

Esempi di combattimento contro l’accidia

Primo consiglio di combattimento contro l’accedia

Se si è cristiani e conveniente rivolgere a Dio una richiesta di grazia, non importa se il trasporto è poco e non ci sono lacrime di pentimento. L’accidioso nello stato in cui si trova è sclerocardico (cuore indurito), vi è una durezza di cuore che impediscono un pentimento completo. Ma è importante iniziare e chiedere la grazia di Dio sapendo di non saperla chiedere in modo adeguato e con la giusta predisposizione.

Si tratta di una preghiera forse debole, ma pur sempre una preghiera. Non è dato sapere se Dio non gradisca una preghiera debole rispetto ad una preghierà fatta con trasporto e con tutto l’essere. Dunque occorre tentare questa strada prima di tutto.

Secondo consiglio di combattimento contro l’accedia

Partendo da una volontà compromessa e debole, occorre fare piccoli atti di volontà. Ma veramente piccoli, che potrebbero fare ridere tanto sono modesti. Però è importante creare una routine e ripeterli ogni giorno. Bisogna costruire con disciplina una abitudine.

Terzo consiglio di combattimento conto l’accedia

Il terzo consiglio, se possibile e chiedere aiuto a qualcuno di provata fede. Questo è il più complicato perché lo scenario è desolante. La correzione può arrivare da qualcuno che potrebbe aiutarci

Quarto consiglio di combattimento con l’accedia

Allontanarsi dalle cause non innate dell’accidia, ovvero quelle indotte dall’ambiente in cui viviamo. Ognuno deve fare un’analisi del proprio contesto e valutare da se, magari facendosi aiutare a vedere meglio. Porre particolare attenzione ai luoghi in cui si vive di ideologie o filosofie che spingono verso l’autotrascendenza o alla auto referenzialità del soggetto.

Quinto consiglio di combattimento contro l’accedia

Ritornare a leggere il vangelo. In modo semplice e diretto.